La stipsi, comunemente conosciuta come stitichezza, è un disturbo intestinale che può influire sul benessere quotidiano e sulla qualità della vita.
Le sue manifestazioni possono variare da persona a persona e comprendere difficoltà nell’evacuazione, feci particolarmente dure e sensazione di svuotamento incompleto.
Nel mio lavoro di osteopata considero importante osservare la persona nella sua globalità, prestando attenzione non soltanto al disturbo riferito, ma anche alle caratteristiche individuali e agli eventuali fattori associati.
Che cos’è la stipsi e come si manifesta
La stipsi può presentarsi occasionalmente oppure diventare un problema persistente.
Tra i sintomi più comuni troviamo:
- Evacuazioni poco frequenti.
- Feci dure o difficili da espellere.
- Sensazione di evacuazione incompleta.
- Necessità di compiere uno sforzo eccessivo durante l’evacuazione.
- Gonfiore e fastidio addominale.
Una frequenza inferiore a tre evacuazioni settimanali può rappresentare uno degli elementi utilizzati per identificare la stipsi, ma non è l’unico criterio da considerare.
Le possibili cause della stipsi
Le difficoltà intestinali possono dipendere da diversi fattori, talvolta presenti contemporaneamente.
Tra questi rientrano le abitudini alimentari, l’idratazione, la sedentarietà, lo stress, l’assunzione di alcuni farmaci e determinate condizioni mediche.
Anche il funzionamento della muscolatura coinvolta nell’evacuazione può avere un ruolo.
Per questo motivo, quando il disturbo è persistente, è importante un corretto inquadramento medico, così da comprenderne le possibili cause e individuare gli interventi appropriati.
Stipsi e osteopatia: quale approccio?
Nella valutazione osteopatica dedico particolare attenzione alla storia della persona, alle sue abitudini e alle eventuali tensioni o limitazioni di movimento presenti a livello addominale, lombare e del bacino.
Il mio obiettivo è comprendere se siano presenti aspetti muscolo-scheletrici o funzionali che meritano di essere approfonditi nell’ambito della valutazione manuale.
In relazione alle caratteristiche individuali, posso prendere in considerazione la mobilità del diaframma, le tensioni della parete addominale e la mobilità delle strutture del bacino e della colonna lombare.
È importante precisare che non esistono prove cliniche solide per considerare il trattamento osteopatico una cura della stipsi cronica. L’eventuale intervento manuale non sostituisce la diagnosi medica né le terapie indicate per il disturbo intestinale.
L’importanza di un percorso personalizzato
Ogni persona presenta caratteristiche ed esigenze differenti.
Durante la prima visita raccolgo informazioni sulla storia del disturbo e valuto gli aspetti di mia competenza, cercando di comprendere se e come un eventuale trattamento osteopatico possa inserirsi in un percorso più ampio di attenzione al benessere della persona.
Quando necessario, ritengo fondamentale il confronto con il medico e con gli altri professionisti sanitari coinvolti.
Ascoltare il corpo e riconoscere i segnali
La stipsi non dovrebbe essere sottovalutata, soprattutto quando compare improvvisamente, persiste nel tempo o si accompagna ad altri sintomi.
In presenza di sangue nelle feci, dolore addominale importante, vomito o perdita di peso non intenzionale, è opportuno rivolgersi tempestivamente a un medico.
Credo che un approccio attento inizi sempre dall’ascolto e dalla corretta comprensione delle difficoltà riferite dalla persona.
Adriano Tringali, Osteopata
Ricevo su appuntamento a Monte Porzio Catone (RM).



